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SUL PALCO PER NON DIMENTICARE LA SHOAH
ShoahTre le iniziative in programma al teatro Sociale di Busto Arsizio in occasione della Giornata della memoria 2010. Mercoledì 27 gennaio si tiene  lo spettacolo «Hàbermann, ultima testimone del silenzio»,  che ripercorre attraverso centinaia di lettere, scritte tra il 1938 e il 1944, la storia, ancora inedita, di una famiglia ungherese quasi totalmente scomparsa ad Auschwitz. Giovedì 28 è la volta del recital «Se questo è un uomo», al suo tredicesimo anno di repliche. Sabato 30 è in programma  la presentazione del volume «Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo», in libreria a cent’anni dalla nascita dello Schindler italiano… 

Busto Arsizio (Varese), sabato 23 gennaio 2010 - Sul palco per non dimenticare. Sul palco per ricordare i milioni di vittime, ebrei e prigionieri politici, che morirono nei campi di concentramento nazisti. Per il nono anno consecutivo, Il teatro Sociale di Busto Arsizio celebra la Giornata della memoria, momento di riflessione istituito -come recita la legge 211 del 20 luglio 2000- «per ricordare le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, i cittadini italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che -anche in campi e schieramenti diversi- si sono opposti al progetto di sterminio, ed anche a costo della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».

Dopo il recital sulla vicenda del reduce Angioletto Castiglioni, tenutosi nel gennaio 2008, la regista Delia Cajelli, direttrice artistica della sala di piazza Plebiscito, rivolge ancora una volta la propria attenzione a una storia legata alla città di Busto Arsizio: quella del dottor Aladár Hábermann, medico ebreo ungherese, trapiantato nel centro lombardo nel 1933, che aiutò e assistette profughi ebrei e perseguitati dal nazi-fascismo nel territorio della provincia di Varese, mentre nella sua terra natale perdeva, a causa delle leggi razziali, i genitori e il figlio Tamás, scomparsi in lager nazisti.
 
Mercoledì 27 gennaio, alle 10.15 e alle 21.00, il teatro Sociale ospita, infatti, la rappresentazione «Hàbermann, ultima testimone del silenzio», per la regia e con l’adattamento scenico di Delia Cajelli. Lo spettacolo, inserito nel cartellone di «BA Teatro 2009/2010», dà voce, attraverso l’epistolario della famiglia Hàbermann (tradotto dall’ungherese in italiano da Emöke Domszky), a una storia dolorosa, a lungo rimasta celata nel cuore del suo principale protagonista e riemersa grazie alle ricerche e alla testimonianza di Anna Maria Hàbermann.    
 
Sul palco saliranno Ambra Greta Cajelli, Delia Cajelli, Gerry Franceschini, Ada Garufi, Mario Piciollo e Anita Romano, attori della compagnia stabile del teatro Sociale, con gli studenti dei laboratori «Officina della creatività» di «Educarte». L’accompagnamento musicale vedrà all’opera il giovane violinista Fabio Scazzosi (allievo del maestro Silvio Muscatelli al Conservatorio di Milano), accompagnato al pianoforte da Davide Scazzosi, direttore della «Kinder Orchestra». 

Le iniziative in cantiere presso il teatro Sociale di Busto Arsizio in occasione della Giornata della memoria 2010 proseguiranno martedì 28 gennaio con la rappresentazione del recital «Se questo è un uomo», tratto dall’omonimo racconto che lo scrittore piemontese compose, tra il dicembre del 1945 e il gennaio del 1947, per documentare la drammatica condizione degli ebrei nei campi di concentramento e per raccontare la sua stessa vicenda di deportato ad Auschwitz. Un testo, questo, pubblicato nel 1947 per i tipi dell’editore De Silva e ristampato nel 1958 da Einaudi, che la critica ha definito testimonianza alta del dramma della Shoah e del sistema di disumanizzazione e di morte in vigore nei lager nazisti, insieme ad altri due lavori dell’autore torinese, di religione ebraica: «La tregua» (1963) e «I sommersi e i salvati» (1986).

In repertorio dal 30 aprile 1997, data del suo debutto negli spazi del Tempio civico di Sant’Anna, «casa della memoria» della città di Busto Arsizio, lo spettacolo del teatro Sociale si configura come un documento-reportage dal lager, in cui attraverso parole, rumori come lo sferragliare del treno, canti yiddish e musiche del tempo e non, quali «Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)» di Francesco Guccini e l’aria «Lili Marlene» di Hans Leip (resa famosa dall’interpretazione di Marlene Dietrich), si viene condotti alla scoperta dei ritmi di vita e delle storie di chi è stato prigioniero nelle fabbriche della morte del regime nazista, di chi è sopravvissuto e ha potuto raccontare l’orrore del folle «piano hitleriano di epurazione della razza ebraica», ma anche dei tanti che non hanno fatto più ritorno alle proprie case.

L’appuntamento, proposto per iniziativa dell’associazione culturale «Educarte», vedrà in scena Gerry Franceschini, Anita Romano e Lucia Zeuli, sotto la regia e con la guida storica di Delia Cajelli. Due le repliche in cartellone, una alle 8.30, l’altra alle 10.30, alle quali prenderanno parte oltre ottocento studenti di numerose scuole secondarie di primo e di secondo grado della provincia di Varese, provenienti principalmente dalle città di Legnano, Gallarate e Saronno.

La scenografia, fatta di pochi elementi come mucchi di gamelle e vecchi abiti, presenta quest’anno una novità: la beffarda scritta «Arbeit macht frei» («Il lavoro rende liberì»).

Emblema stesso della Shoah, quest’iscrizione è stata riprodotta fedelmente dagli studenti della classe IV F del liceo artistico «Paolo Candiani» di Busto Arsizio, sotto la supervisione della professoressa Emilia Bonfanti, quale invito alla preservazione della memoria del genocidio ebreo e dei suoi simboli. Un invito che il teatro Sociale di Busto Arsizio intende rivolgere agli «adulti di domani», perché, come scriveva Primo Levi, «ogni uomo civile è tenuto a sapere che Auschwitz è esistito, e che cosa vi è stato perpetrato», per far sì che l’orrore non si ripeta. Proprio per aiutare a non dimenticare una delle pagine più tristi del Novecento, la scritta «Arbeit macht frei» verrà esposta anche durante le due repliche dello spettacolo «Hàbermann, ultima testimone del silenzio».

Chiude il cartellone delle iniziative che il teatro Sociale ospita in occasione della Giornata della memoria 2010 la presentazione del libro «Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo». L’appuntamento, promosso dalla cartolibreria centrale «Boragno», con la collaborazione dell’associazione culturale «Educarte», è in agenda per le 18.30 di sabato 30 gennaio, presso gli spazi del ridotto «Luigi Pirandello». La presentazione della serata sarà affidata a Marisa Ferrario Denna; in sala saranno presenti gli autori Carlotta Zavattiero e Dalbert Hallenstein.

Il volume, pubblicato dalla casa editrice milanese Chiarelettere, è il frutto della più recente inchiesta sulla vita di Giorgio Perlasca, lo «Schindler italiano», che, durante la Seconda guerra mondiale, si finse console spagnolo e così salvò dalla deportazione oltre 5.000 ebrei ungheresi, agevolando la loro uscita dal Paese, con il rilascio di documenti contraffatti.

Il libro, edito alla vigilia del centenario della nascita dell’eroe comasco (l’anniversario ricorre domenica 31 gennaio 2010), contiene un’intervista inedita realizzata nel luglio 1992, poche settimane prima della morte, nella quale Giorgio Perlasca ripercorre le tappe salienti della sua vita: dalla fascinazione giovanile per Mussolini al viaggio in Spagna per combattere con l’esercito di Franco, dalla disillusione nei confronti del Duce alla fuga a Budapest come agente di commercio, fino alla sua straordinaria e rocambolesca difesa degli ebrei negli anni tra il 1944 e il 1945.

La cartolibreria centrale «Boragno» ha, inoltre, allestito presso l’atrio del teatro Sociale una vetrina con le principali pubblicazioni sul tema della Shoah attualmente in commercio.  

In occasione della Giornata della memoria, uscirà, poi, il nuovo numero del periodico «Il palcoscenico», edito dall’associazione culturale «Educarte», che raccoglie, tra l’altro, un editoriale di Delia Cajelli sui quindici anni di attività del teatro Sociale di Busto Arsizio nella produzione di spettacoli sul tema della Shoah e un articolo di Anna Maria Hàbermann sul suo personale viaggio della memoria attraverso le lettere e i documenti della sua famiglia ungherese, quasi totalmente scomparsa ad Auschwitz.

Lo spettacolo «Hàbermann, ultima testimone del silenzio» è a ingresso libero, previa conferma telefonica del posto; il costo del biglietto per il recital «Se questo è un uomo» è di euro 6,50.

Per informazioni è possibile contattare la segreteria del teatro Sociale al numero 0331.679000 o consultare il sito internet www.teatrosociale.it
 
Informazioni al pubblico: Il teatro Sociale srl, piazza Plebiscito 8, 21052 Busto Arsizio (Varese), tel. 0331 679000, fax. 0331 637289, \n Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , www.teatrosociale.it.

Informazioni alla stampa: Ufficio stampa teatro Sociale di Busto Arsizio - Annamaria Sigalotti, piazza Plebiscito, 8 – 21052 Busto Arsizio (Varese) tel. 0331.679000, fax. 0331.637289, cell. 347.5776656, e-mail: \n Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

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