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Successo ad Agrigento per gli spettacoli pirandelliani del teatro sociale
TeatroOltre settecento persone hanno partecipato alle rappresentazioni degli spettacoli “L’atroce notte…” di Stefano Milioto e “Sogno, ma forse no” di Luigi Pirandello, con cui l’associazione Educarte-teatro Sociale di Busto Arsizio ha inaugurato il 45° Convegno internazionale di studi pirandelliani di Agrigento. Apprezzato dalla critica l’allestimento dell’atto unico che lo scrittore siciliano scrisse tra il 28 e il ‘29, affrontato con una tecnica cinematografica mutuata dai noir tedeschi degli anni Trenta…

Busto Arsizio (Varese), 8 dicembre 2008 – Grande successo in Sicilia per le nuove produzioni pirandelliane del teatro Sociale di Busto Arsizio. Oltre settecento persone hanno assistito lo scorso giovedì 4 dicembre alla rappresentazione del monologo “L’atroce notte…” di Stefano Milioto e all’atto unico “Sogno, ma forse no” di Luigi Pirandello, entrambi per la regia e l’adattamento scenico di Delia Cajelli, con cui l’associazione culturale “Educarte” ha inaugurato i lavori del 45° Convegno internazionale di studi pirandelliani, in programma fino ad oggi, lunedì 8 dicembre, presso il PalaCongressi di Agrigento.

Dopo la prestigiosa trasferta in Slovacchia, nell’ambito dell’ottava edizione della “Settimana della lingua italiana nel mondo”, e l’anteprima nazionale al teatro Sociale di Busto Arsizio, in occasione dell’inaugurazione del ridotto “Luigi Pirandello”, Valentina Brivio, Ambra Greta Cajelli e Gerry Franceschini hanno portato in scena i due spettacoli pirandelliani di “Educarte” sul palcoscenico per il quale erano stati ideati, quello appunto del convegno agrigentino. Un appuntamento importante, questo, per chi si occupa della produzione letteraria e drammaturgia dello scrittore siciliano, premio Nobel per la letteratura nel 1934, al quale stanno partecipando circa mille studiosi tra allievi, professori e presidi delle scuole medie superiori, docenti universitari, critici, giornalisti ed esperti provenienti da trenta province italiane e da otto nazioni europee ed extraeuropee.
 
Ad aprire la serata è stato il monologoL’atroce notte…” di Stefano Milioto, che ripercorre gli undici anni di sodalizio artistico, ma soprattutto di amore tra Marta Abba e Luigi Pirandello, a cominciare dal loro primo incontro, avvenuto nella primavera del 1925 al teatro dell’Arte di Roma, per giungere alla morte del maestro siciliano. Sono anni, questi, caratterizzati da «un amore straziante, tormentoso, disperato, profondo», da un «amore sublimato per l’impossibilità di realizzare un legame che vibrava di pulsioni erotiche innegabili», dove un ruolo centrale assume la misteriosa «atroce notte passata a Como», che diede per sempre il carattere di rapporto inconcluso e senza sbocco all’amore tra l’attrice milanese e il drammaturgo dei “Sei personaggi in cerca d’autore”.

La tematica amorosa fa da filo conduttore anche al secondo spettacolo rappresentato dall'associazione Educarte-teatro Sociale nella serata di giovedì 4 dicembre: l’atto unico “Sogno (ma forse no)”, che Luigi Pirandello scrisse tra la fine del ’28 e gli inizi del ’29 e che debuttò, con il titolo di “Sonho (mas talvez nao)”, a Lisbona nel 1931.

Il testo, tra i meno rappresentati del teatro pirandelliano, tratta dell’incerto confine tra verità e finzione. Nel breve spazio di un sogno-incubo, una giovane e affascinante donna vive, infatti, l’esito possibile cui l’affievolirsi del suo amore per l’attuale amante e la riscoperta della passione per l’antico amore, tornato ricco da lontani ed esotici Paesi, potrebbero condurla.

Più che l’argomento della commedia, lo scrittore sembra interessato a rendere scenograficamente l'atmosfera onirica che accompagna lo svolgersi della storia. Le annotazioni dell'autore riguardo le scene e i dialoghi sono, infatti, quantitativamente maggiori e, verrebbe da dire, qualitativamente migliori dal punto di vista della ricostruzione scenica, del testo vero e proprio della commedia.

L'allestimento - che è stato affrontato con una tecnica cinematografica, mutuata dai noir tedeschi degli anni Trenta - ha tenuto conto di questo dato. Accanto ai due personaggi pirandelliani, “la giovane signora” e “l’uomo in frak”, interpretati rispettivamente da Ambra Greta Cajelli e Gerry Franceschini, la regia di Delia Cajelli mette, infatti, in scena anche un’attrice-regista che dà voce alle didascalie pirandelliane. La sua figura, impersonata da Valentina Brivio, si ispira a quella della cineasta e fotografa tedesca Leni Riefenstahl. Apprezzata l’innovativa idea registica, che accoglie applausi anche ad Agrigento, dopo gli ottimi giudizi ricevuti dagli esperti a Bratislava. 

Informazioni al pubblico: Il teatro Sociale srl, piazza Plebiscito 1, 21052 Busto Arsizio (Varese), tel. 0331.679000, fax. 0331.637289, \n Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , www.teatrosociale.it

Informazioni alla stampa: Ufficio stampa teatro Sociale di Busto Arsizio - Annamaria Sigalotti, piazza Plebiscito 1 – 21052 Busto Arsizio (Varese) tel. 0331.679000, fax. 0331.637289, cell. 347.5776656, e-mail: \n Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 

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