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Lalla la Farfalla: la recensione a cura di Mary B. Tolusso

Lalla la FarfallaUn libro dedicato all’infanzia, quello della triestina Anna Zennaro. Un libro, appunto, che assume lo stile della favola, con un titolo altrettanto indicativo, “Lalla la farfalla” (Happy Art Edizioni, pag. 52, euro 13, 50).

Lo sottolinea anche Margherita Hack, che firma la quarta di copertina con uno scritto che ben oltrepassa le cinque righe, e aggiunge l’alternativa che sia un testo indicato per tutti, una sorta di educazione sentimentale nei confronti della natura. Perché è questo che racconta la protagonista, passando da un luogo all’altro, da un clima all’altro, alla fine arriva là, al Parco Tropicale di Miramare, lì dove è stato davvero possibile assistere al miracolo: l’ideazione di serre tropicali grazie all’entusiasmo di un giovane scienziato.

Ma la trama non è così lineare, tanto meno si tuffa lesta tra le braccia del buonismo. Perché Lalla la farfalla, prima di giungere a Trieste, assume le sembianze di una specie di Lucignolo e Monaco di Baviera è il suo paese dei balocchi.

Difficile immaginare qualcosa di più paradossale di una farfalla dedita a birra e wurstel, niente grazia e niente spiegamento d’ali. Per diverse pagine nessun volo lirico, solo cibo, alcol e tutte quelle forme di leggerezza che poco hanno a che fare con la levità. Lalla sarà salvata da uno scopo, da qualcosa in cui credere, come l’idea di un parco in cui preservare le forme di vita più fragili, o lontane dalle nostre.

Un testo didattico, che oltre alla storia propone anche un percorso istruttivo che scorre veloce e parallelo alla trama. I significati e le informazioni sono quelli basici per saperne un po’ di questa città. Perché l’alabarda rappresenta Trieste? Quando fu costruito il Castello di Miramare? E da chi? Scrittura semplice, lineare, efficace. Così firma il suo esordio Anna Zennaro.

Mary B. Tolusso

 

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