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| Fabrizio Bianchini - Come partecipare ai premi letterari (e vincere) |
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Marketing editoriale intervista Fabrizio Bianchini, autore di numerose pubblicazioni e coautore con Franco Forte del libro Come partecipare ai premi letterari (e vincere). L’argomento è di sicuro interesse per i nostri lettori, quindi tuffiamoci nell’intervista.
Fabrizio, per prima cosa benvenuto sul nostro sito! FB: grazie! Ogni anno, in Italia, vengono banditi oltre mille premi letterari. Quali spiegazioni si trovano alla base di questo proliferare di concorsi? FB: siamo un popolo di aspiranti scrittori e poeti, e in tanti hanno fiutato il business. Altri, come comuni, biblioteche, proloco di sperduti paesini, vedono la realizzazione di un concorso letterario come un modo per dare lustro e gloria per una giornata all’anno alla loro realtà. L’idea del tuo libro è davvero originale! Puoi raccontarci com’è nata? FB: conosco Franco Forte da anni. Sono stato suo allievo in un corso di scrittura creativa e faccio il moderatore in un sito della sua casa editrice, Delos Books, quello che fa capo alla rivista Writers Magazine Italia. L’idea è venuta a lui. Sapendo che sull’argomento sono una specie di enciclopedia vivente, mi ha proposto di scrivere questo manuale, che è distribuito a livello nazionale e quindi reperibile o ordinabile in qualsiasi libreria. Quali sono i principali vantaggi di partecipare ad un concorso letterario per un autore inedito? FB: a parte poche eccezioni, come il Calvino, l’Urania, i concorsi della stessa Delos Books, e pochi altri che portano a pubblicazioni “vere”, gli unici vantaggi concreti sono i premi in denaro. Infatti nel manuale ho stilato le schede dei 50 premi letterari più importanti regolandomi proprio sul montepremi. Tutto il resto, per me, è fuffa. Non serve a niente girare l’Italia per raccattare coppe, targhe, medaglie e paccottiglia di vario genere. Non a caso esistono dei veri e propri professionisti dei concorsi, gente da migliaia di euro l’anno. Se uno vuole cimentarsi contro questi, li troverà solo dove ci sono in palio dei soldi. Regolamenti, giurie, bandi a volte troppo complessi, spesso gli autori si trovano spaesati nell’affrontare le iscrizioni ai concorsi. Non si rischia di entrare in un mondo davvero troppo complicato senza avere la certezza di ripagare lo sforzo di marketing? FB: Sì. Un consiglio che mi sento di dare è quello di evitare come la peste quei premi dal regolamento cervellotico o che pretendono assurdità come la cessione dei diritti solo per aver partecipato. Un’altra cosa importante è valutare l’obbligo o meno di presenza in caso di piazzamento. Prima di partecipare chiedetevi sempre se il gioco vale la candela. Sciropparsi mille chilometri per trecento euro non è il massimo. Peggio ancora, quei casi in cui vengono nominati un tot numero di finalisti che dovranno presenziare alla cerimonia, ma quelli che andranno a soldi saranno solo due o tre e non è prevista nessuna forma di rimborso o di accoglienza. Se la sede è lontana da casa vostra, pensateci bene. Proprio l’altra sera ho avuto uno scambio di mail piuttosto infuocate con l’organizzazione di un concorso per romanzi editi che in altre circostanze mi avrebbe interessato: dieci finalisti con obbligo di presenza a tre salotti letterari più la serata di premiazione, ma soldi solo per i primi tre. Per me è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Entriamo un po’ di più nel particolare: ci racconteresti i passi falsi che gli autori generalmente compiono nell’affrontare i premi letterari? FB: Qui entriamo nel campo di Franco Forte. Comunque, si va dai più banali (non rispettare le clausole del regolamento, dimenticarsi di scrivere il proprio indirizzo, eccetera), a quelli più gravi, come spedire senza aver riletto con attenzione e lasciare un mucchio di errori. Cosa caratterizza secondo te l’autore che possiede buone chance di vincere un premio letterario rispetto a chi sicuramente non possiede le carte giuste? FB: prima parlavo di professionisti. Questi sono tali per indole, vale a dire che hanno nelle corde i temi da concorso, oppure studiano il tipo di testo preferito dalle giurie di ogni premio a cui intendono partecipare e poi scrivono di conseguenza. In generale, però, valgono determinate regole. I racconti strappalacrime vanno sempre, come quelli con i finalini a sorpresa, oppure storie dal sapore esotico. Lo stile, inoltre, è quasi sempre preferito ricco di autocompiacimento, quasi poetico. E’ lo stesso discorso del festival di Sanremo, per fare un esempio musicale. Per vincere devi presentarti con un certo tipo di melodia, difficilmente avrai successo con un pezzo rock. Il professionista, inoltre, partecipa “a pioggia”. Nel momento in cui hai acquisito capacità e fiducia, mandando un testo a dieci, venti, trenta concorsi, sai che da qualche parte raccoglierai. Fabrizio, il tuo consiglio personale agli autori desiderosi di partecipare ma soprattutto di vincere un premio letterario? FB: sappiate gestirvi. Cominciate partecipando a premi senza quote di iscrizione, poi, una volta raggiunto qualche risultato, allargate il raggio di azione. Altrimenti potreste trovarvi ad aver buttato dalla finestra svariate centinaia di euro. Non fidatevi di parenti e amici che gridano al capolavoro, cercate il giudizio di persone al di fuori della vostra cerchia che non hanno paura di ferire la vostra sensibilità. Siate umili, accettate le critiche e mettete da parte le lodi. Soprattutto, non abbattetevi per qualche risultato negativo. Fa tutto parte del gioco. Ringraziamo Fabrizio Bianchini per la sua gentile disponibilità.
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