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Home Interviste Marco Di Renzi - La terra delle 12 stelle
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Marco Di Renzi - La terra delle 12 stelle
ME intervista con piacere Marco Di Renzi, autore del romanzo “La Terra delle Dodici Stelle” ambientato dopo lo scoppio della quinta guerra mondiale nell’anno 2499.

Marco, un caldo, benvenuto su marketing editoriale.com!

Grazie a te dell’opportunità che dai a me e agli altri autori di far conoscere la propria opera.

Una domanda classica! Dove sei nato, studi fatti, dove vivi, cosa fai oltre che scrivere?

Sono nato il 5 Dicembre 1969 a Roma dove attualmente vivo e lavoro. Sono sposato da otto anni e da poco padre di un bel bimbo di nome Daniele al quale è dedicato il mio libro. Sono laureato in ingegneria elettronica e attualmente lavoro presso una società di telecomunicazioni che si occupa di telefonia mobile di terza generazione (UMTS). Oltre a scrivere mi piace leggere ma anche stare all’aria aperta, andare in bicicletta e nuotare.

Marco, il tuo romanzo possiede una trama originale ed avvincente. Come e quando hai sentito la necessità di scrivere “La Terra delle Dodici Stelle” e perché?

La scintilla che ha acceso la sacra fiamma che mi ha portato poi a scrivere il mio romanzo è scoccata il primo gennaio 2002, quando l’euro è entrato nella nostra vita con tutti i suoi aspetti positivi e con tutti i problemi che ne sono derivati. Ho pensato a quanta strada è stata fatta nel lungo cammino dell’integrazione europea. Se nel 1987 qualcuno mi avesse detto che nel 2002 avremmo usato invece della Lira una moneta chiamata Euro sarei scoppiato a ridere dicendo che forse una cosa del genere poteva accadere, ma dovevano trascorrere almeno altri cento anni. Se osserviamo poi la produzione letteraria o cinematografica di fantascienza possiamo trovare tantissimi romanzi e film che trattano del futuro, ma tutti con protagonisti che agiscono su scenari fantastici generici, magari conditi da eroi americani. Qualche autore ha immaginato il futuro europeo ma, a mio avviso, in modo discutibile e poco credibile. Poche storie di fantascienza sono ambientate in Europa e quasi nessuna ipotizza il futuro del nostro continente come soggetto politico autonomo, anche se è verso quel futuro che ci stiamo dirigendo. Ho pensato, nel mio piccolo, di colmare questa lacuna, ambientando il mio racconto in Europa e utilizzando esclusivamente personaggi europei.

Come procedi quando ti metti alla scrivania per scrivere? Hai abitudini particolari?

Di solito quando ho in mente una buona idea per lo sviluppo della trama o per la prosecuzione di una vicenda la scrivo di getto per non perderla, poi torno indietro per curare la forma e lo stile. La revisione del mio libro è durata più tempo della sua stesura: l’ho riletto al contrario, a pezzi, a salti. La mia ossessione era quella di evitare incongruenze e illogicità che a volte sfuggono all’autore durante la rilettura, dato che lo stesso ha una visione d’insieme del suo romanzo, conoscendone perfettamente la trama e quindi a volte si perdono i dettagli. Poi, trattandosi di una spy-story di fantascienza, ho provveduto, una volta terminata, a disseminare l’opera di falsi indizi per sviare il lettore sull’identità del traditore e stando comunque attento a non svelare troppo le carte.

La narrazione del libro è caratterizzata da un realismo di base che rende possibile l’alternativa del mondo che presenti nel 2499. Questo fatto ci ha molto colpito, a cosa ti sei ispirato per descrivere il susseguirsi degli avvenimenti narrati?

Il mio scopo era proprio quello di colpire il lettore ipotizzando non un futuro fantascientifico ma un futuro credibile e possibile. La storia è stata sempre la mia passione, e in particolare adoro le ucronie, che sono nient’altro che dei voli pindarici dell’immaginazione che descrivono delle linee storiche alternative, sviluppando gli eventi a partire dall’ipotesi che qualcosa nella storia passata fosse andato diversamente da quanto accaduto nella storia vera. La famosa storia fatta coi sé, insomma: Napoleone che vince a Waterloo, Giulio Cesare che sopravvive alle fatali Idi, Hitler che muore prima di prendere il potere in Germania, ecc. Sono convinto che la storia sia per sua natura ciclica, quindi mi sono ispirato proprio alla storia passata per immaginare i cinque secoli di storia futura: se nel mio futuro nasce il Sultanato Iracheno o l’Impero Orientale il motivo è da ricercarsi nel passato.

Il libro tratta il tema della guerra ma porta di fondo un messaggio di pace ed integrazione: pensi che si possa dire o insegnare qualcosa di profondo anche scrivendo romanzi fantastici?

Ne sono assolutamente convinto. Un mio caro amico ama scrivere romanzi fantastici a sfondo religioso e con un chiaro messaggio morale cristiano, io invece prediligo dipingere scenari utopistici e “La Terra delle Dodici Stelle” ne è un esempio lampante. È vero, il romanzo è ambientato durante la quinta guerra mondiale, in un mondo diviso e con un intero continente sull’orlo di un genocidio senza precedenti, però il lettore si renderà conto che l’autore desidera comunicare anche un messaggio di speranza per il futuro. La stesso cammino dell’integrazione europea è un esempio emblematico di come gli uomini possano superare diffidenze ed egoismi con la riunificazione sotto la stessa bandiera della democrazia di un continente che fino a poco tempo prima è stato teatro di guerre sanguinose, pulizie etniche e odi reciproci.

Una volta pubblicato il libro su Lulu, quali azioni concrete hai compiuto per promuovere il tuo libro?

Ho pianificato accuratamente la data di pubblicazione del libro preparando comunicati stampa, inserzioni pubblicitarie su siti gratuiti, mail da spedire ad amici e conoscenti e messaggi da inserire in forum tematici attinenti al libro. Tutte queste azioni pubblicitarie sono state fatte in concomitanza con la pubblicazione e il lancio del romanzo. Successivamente, ho pensato di mettere a disposizione un’ampia anteprima gratuita dell’opera e la possibilità di scaricare a un prezzo irrisorio le prime cento pagine.

Ci racconti una curiosità sul tuo libro?

Il libro l’ho scritto durante la gravidanza di mia moglie e l’ho completato dopo la nascita di mio figlio. Il protagonista del romanzo si chiama Daniele, proprio come mio figlio, e durante la storia faccio chiaramente capire al lettore che si tratta di un mio lontano discendente. Mi sono divertito a scrivere un passaggio nel quale il protagonista parla di noi, suoi antenati, e del nostro mondo primitivo dove ci sono in giro ancora automobili di superficie a combustione interna e si brucia carbone e petrolio per produrre energia elettrica e riscaldare gli appartamenti. Inoltre, si dice che mio figlio ha fatto un’importante scoperta nel campo della fisica sub-nucleare che ha aperto la strada alla tecnologia della fusione nucleare e dell’antimateria, e quest’ultima sarà determinante nello svolgersi della trama. Spero solo che mio figlio, quando un giorno leggerà il romanzo, non mi biasimi per aver immaginato il suo futuro, proiettando su di lui i miei desideri e le mie ambizioni.

Che tipo di ritorno hai avuto dai tuoi lettori? Che tipo di rapporto hai instaurato con loro?

Al momento dell’acquisto del libro ho provveduto a programmare l’invio di un’e-mail automatica di ringraziamenti nella quale chiedo gentilmente all’acquirente di farmi conoscere le sue impressioni sul romanzo e possibilmente di scrivere una piccola recensione. Finora i commenti sono stati molto positivi, alcuni addirittura entusiastici. Mi ha fatto molto piacere la frase di un mio lettore, che si è detto pronto ad acquistare a occhi chiusi un mio futuro libro senza neanche sapere se lo scriverò e di cosa tratterà.

Il libro sembra indirizzato a un target giovane ed appassionato di fantascienza. Come descriveresti il tuo lettore ideale?

Sicuramente il mio lettore ideale deve amare la fantascienza, ma il romanzo è volutamente scritto in modo semplice e lineare affinché possa raggiungere un vasto pubblico, pur senza trascurare l’accuratezza strutturale e linguistica nonché le numerose divagazioni tecnologiche e anche storiche, che rendono l’opera gradevole anche a un lettore colto. Anche l’appassionato di scienza e tecnologia può trovare spunti interessanti dato che tutte le invenzioni citate nel libro, come per esempio gli olovisori, i videonem, le skycar, le scatole mnemoniche o le centrali materia-antimateria, sono descritte accuratamente e illustrate con numerosi dettagli tecnici. Essendo un ingegnere ho cercato, pur lavorando di fantasia, di rappresentare una tecnologia possibile in un remoto futuro: per esempio mi sono ispirato ai veri progetti delle centrali a fusione nucleare del consorzio ITER per raccontare come funzionano i campi di contenimento dell’antimateria nelle centrali energetiche utilizzate nel Territorio dei Cyborg.

Marco, ci parli dei tuoi progetti futuri? Cosa stai preparando per i tuoi lettori?

Innanzitutto vorrei scrivere il seguito de “La Terra delle Dodici Stelle” ambientandolo questa volta non sulla terra ma su un mondo alieno. Poi ho in mente un romanzo dal titolo “La Fine dell’Eternità” ambientato ai nostri giorni ma in un mondo alternativo dove l’Impero Romano non è mai caduto, ma si è espanso nel corso dei secoli fino a inglobare l’intero pianeta. Dato che amo scrivere utopie, il mondo parallelo è di gran lunga migliore del nostro, con un Impero Romano democratico che ha diffuso in tutto il globo le leggi e la civiltà romana e che può contare su una tecnologia più avanzata della nostra dato che le scoperte scientifiche sono avvenute prima per l’assenza del lungo periodo medievale.

Una domanda sui tuoi gusti personali: qual è il tuo libro – film di fantascienza preferito?

Il mio scrittore di fantascienza preferito è Isaac Asimov e ritengo la collana della “Fondazione” la bibbia per ogni aspirante scrittore di fantascienza. Asimov è il Maestro per eccellenza e io non posso che cercare di imparare il più possibile da lui, tentando goffamente di imitarlo. La mia serie televisiva/cinematografica preferita è Star Trek.

Se dovessi dare un consiglio ad un autore inedito che sta per pubblicare il proprio libro?

Gli direi di non scoraggiarsi e soprattutto di non mollare mai perché i sogni si possono realizzare, basta volerlo!

Un grosso ringraziamento a Marco Di Renzi per la sua disponibilità
 

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