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Due in una carne: intervista a Lucetta Scaraffia e Margherita Pedaja

DUE IN UNA CARNE

E’ il titolo del libro di Lucetta Scaraffia e Margherita Pedaja

“Regolamentare il sesso tra coniugi significa dargli valore e non mortificarlo. La Chiesa? Non è sessuofobica”.

Ne è convinta Lucetta Scaraffia, docente di Storia contemporanea all’Università la Sapienza di Roma che, con Margherita Pedaja, fondatrice di Memoria” Rivista di storia delle donne” e della Società Italiana delle Storiche,  ha di recente pubblicato “Due in una carne” (Laterza).

L’abbiamo intervistata.

Il cristianesimo si differenzia da altre religioni per l'importanza che dà al corpo. Si pensi all'Incarnazione, alla Resurrezione, ai miracoli compiuti da Gesu sul corpo di molti malati. Però, nel corso della Storia, sembra che la dimensione fisica sia stata mortificata. E che il sesso, almeno  a partire dall'anno mille, abbia dovuto subire la rigida regolamentazione della Chiesa. Parlo di quello tra coniugi.

Se ha letto bene il libro, sa che regolamentare non significa svalutare o condannare, ma anzi dare valore. La vita sessuale – così come ogni azione che coinvolge il corpo - è considerata dalla tradizione cristiana parte fondamentale della crescita spirituale di ogni cristiano, e proprio per questa inedita valorizzazione deve essere regolata secondo norme che  permettano la crescita spirituale del singolo coniuge.

Ho letto che il libro si astiene da giudizi, ma secondo lei la Chiesa è sessuofobica? E vede con differenza il sesso vissuto dalla donna rispetto a quello  dell'uomo?
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