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Stefano Torelli - Autore audiostelor.com PDF Stampa E-mail
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Me intervista Stefano Torelli, importante autore del progetto Audiostelor, ma anche una figura culturale poliedrica dal curriculum vastissimo, come potrete leggere nel corso dell'intervista...

Stefano, qual è la tua formazione?

Beh, il discorso si fa un po’ lungo e complicato! Cerco di dire l’essenziale. Da un lato, la formazione di un classicista: liceo classico, Lettere classiche e poi (sempre piaciuto studiare!) un dottorato in area glottologica (comparazione strutturale tra le lingue).

Normalmente dopo questo curriculum si punta a stare in università.

Ma la mia materia, orientata su lingue rare e marginali, dava davvero pochi sbocchi anche nell’ambito della ricerca. E poi, non avevo finito di parlare della formazione: quasi altrettanta importanza per me ha avuto la musica, e ci voleva il suo tempo per coltivarla. Qui posso citare studi privati di strumento, molto studio del canto antico,alcuni esami in Conservatorio, un diploma in Paleografia e Filologia Musicale.   

Con tutto ciò, che esperienze professionali hai avuto?

Direi coerenti con quanto avevo studiato. Per alcuni anni il mio lavoro principale è stato insegnare materie letterarie al ginnasio, ma intanto facevo (oltre a musica di buon livello amatoriale) qualche concerto da cantante e perfino diversi dischi. Certo, non mancava qualche “divagazione”: ho pubblicato un libro per ragazzi sulle figure di antichi scrittori, ho elaborato testi scolastici, una volta ho perfino portato in giro due mesi per tutt’Italia un coro bravo e scombiccheratissimo di nero-americani che facevano spiritual; un’esperienza troppo strana e divertente in cui però ho perso tre chili, e già non ne avevo troppi.

Come sei finito allora a lavorare nel turismo?

Direi che l’idea nasce proprio da quella faticosa ma fertile tournée: dovevo usare l’inglese e il tedesco, avere a che fare con pullman, hotel, orari, budget, e ho scoperto di saperlo fare. Al contempo , fare esattamente l’accompagnatore mi sembrava troppo stancante e dispersivo.Ho scoperto che oltre all’accompagnatore esisteva anche, come figura professionale diversa con apposito esame, la guida: cioé colui che non va in giro con i turisti, ma li riceve nella propria città. Da lì il passo ad affrontar l’esame di guida turistica a Milano è stato breve. E dopo pochi anni, visto che il nuovo lavoro mi piaceva e fruttava, ho dato l’esame di abilitazione professionale anche a Parma, la mia città di  origine. Tutto ciò senza lasciare la musica, con cui anzi la flessibilità del lavoro di guida assai ben si armonizza.

E la scuola?

Lasciata senza voltarmi indietro un secondo. All’inizio l’amavo moltissimo e credevo sarebbe stata la mia vocazione per sempre, ma ho presto scoperto una quantità di magagne spaventose nel sistema (senza contare lo stress e le scarse soddisfazioni economiche). E da allora ogni mossa, ogni tentativo di riforma non ha fatto che aggravare le cose. Ora, a distanza di anni, anche attraverso i “racconti dell’orrore” di chi tra i miei amici a scuola c’è rimasto, considero il sistema educativo italiano una specie di associazione a delinquere…

Ma come hai deciso di collaborare con il progetto Audiostelor?

La  mia brava collega Tatjana, guida russa a Milano, mi ha spiegato il progetto al suo nascere e l’ho ritenuto una bella idea per far conoscere al maggior numero di persone, e in modo tecnologicamente nuovo, le varie bellezze di Milano e in genere della cultura italiana. Certo, tra il dire e il fare c’è stato di mezzo un bel po’ di aggiustamenti, ripensamenti, false partenze, collaboratori cambiati, ma ora eccoci qua.

Non temi che collaborando a questo sito finirai per fare concorrenza a te stesso, in un certo senso? Che toglierai spazio al tuo lavoro tradizionale “dal vivo”, con i gruppi di clienti?
Credo che questa sia stata l’obiezione conscia o inconscia di diversi colleghi che, pur contattati e magari interessati, poi non hanno aderito al progetto. Ma io credo che Audiostelor si rivolga a un pubblico ben diverso dai tradizionali gruppi organizzati. Penso in particolare a giovani “tecnologizzati”, intraprendenti e con scarso budget, che mai si potrebbero permettere un giro-città tradizionale con una guida in carne e ossa, ma che con la fantasia immagino in giro per le nostre città dopo essersi scaricati a prezzo bassissimo le nostre audioguide. Spero proprio che arrivi presto il giorno in cui incontrerò davvero, di persona, uno di questi clienti sconosciuti tutto intento a visitare un nostro monumento con il nostro commento in cuffia, e di potergli dire: Ma che piacere! Stai sentendo un Audiostelor? Sai che la tua traccia l’ho fatta io?

Ringraziamo Stefano Torelli per la sua disponibilità.




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