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Nanni Bassetti - Forum Xscrivere | Nanni Bassetti - Forum Xscrivere |
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Marketing editoriale intervista Nanni Bassetti, autore di Onphalos (ISBN 978-88-7418-421-7) nonché amministratore di XScrivere, un recente forum per aspiranti scrittori nato nel 2006 che annovera già centinaia di utenti registrati/visitatori. Nanni, per prima cosa benvenuto su Me.com! GB:Grazie a voi per l’ospitalità! Partiamo dal tuo forum: com’è nata l’idea di un luogo di discussione per aspiranti scrittori? GB: è partita dopo che avevo pubblicato il mio romanzo e sul mio blog avevo già cominciato a scrivere del difficile rapporto tra scrittori esordienti ed editoria, con tutti i problemi di marketing e distribuzione, per non parlare della pubblicazione con contribuzione dell’autore….visto il successo dell’argomento sul blog, allora ho aperto il forum per dare più spazio al confronto tra autori, esperienze, idee e proposte più o meno indecenti ricevute dalle case editrici. Durante il nostro precedente contatto mi hai parlato della tangibile difficoltà di emergere per un nuovo autore. Ci puoi spiegare i principali ostacoli raccontati dai partecipanti del tuo forum? GB: Gli ostacoli sono tanti, ma si possono sintetizzare in alcuni punti: 1) Il contributo in denaro richiesto dalle case editrici 2) Spesso si ha l’impressione che non leggano il tuo lavoro, ma che ti inviino un prestampato di congratulazioni sullo scritto e che vogliono pubblicarti, però devi pagare a fronte di svariate motivazioni….ma la cosa che fa più innervosire è che si scambia uno scrittore per un guru del marketing od un venditore…”ti diamo X copie da promuovere nella tua città”, oppure vendere, ecc. Ricordiamoci che uno scrittore può essere uno che ha scritto qualcosa, non necessariamente sa fare marketing o sa vendere. 3) La distribuzione nelle librerie scarsa ed attualmente i libri si vendono ancora in libreria, spesso ti parlano di marketing via internet, inserimento nei portali di bookshop, ecc. Ma sappiamo tutti che non sono mezzi forti, bisogna arrivare alle librerie, ma queste spesso chiudono alle piccole case editrici. 4) Non si arriva al punto di pareggio con l’investimento fatto per pubblicare la propria opera, perché per pareggiare, per esempio 1000 euro, al 10% di royalty sul prezzo di vendita del libro di, per esempio, 10 euro, bisogna vendere 1000 copie, ma basta spostarsi in Italia per presentare il libro in qualche caffè letterario e già si va in passivo di 200-300 euro di spostamento. Comunque 1000 copie sono già un traguardo enorme per un esordiente, presente in qualche libreria e su qualche sito web. 5) Un traguardo medio/alto di un buon esordiente si aggira sulle 300-400 copie 6) Demotivazione nello scrivere dovuta alla difficoltà di pubblicare e dalla difficoltà di vendere. Qual è la tua percezione del mercato del libro in Italia. Quali sono, secondo te, le carte che un aspirante scrittore deve giocarsi, e dove invece, è meglio lasciar perdere? GB:I libri che vendono in Italia sono, a mio modestissimo parere, libri di sesso, gay, lesbo, anoressia, problemi sociali, depressioni varie e vita adolescenziale…è il trionfo della reality literature , ossia parlare delle cose più o meno morbose che ci circondano, non vi è il piacere di un viaggio fantasioso in un buon thriller, fantascienza, avventura, infarciti di nozioni interdisciplinari, che alla fine della lettura si è imparato qualcosa di scientifico, storico, geografico, ecc. come succede con i libri stranieri. Questo è dato dalla forte cultura umanistica di questo Paese e dal fatto che i “padroni del vapore” capiscono solo quel genere di letteratura….la cosa strana, come per il cinema, è che poi primi in classifica ci vanno sempre i libri/film di cultura anglosassone/USA che sono all’opposto del prodotto italico. Quindi il mercato ci dice: “scrivi pappine melense o di adolescenti brufolosi, ma vendi storie avvincenti, ricche di nozioni, azione, effetti speciali” è un meccanismo perverso….per il quale un italiano non può o non deve scrivere un libro di fantascienza, perché poco credibile…. Ergo le carte che deve giocarsi uno scrittore sono beccare il genere trendy, avere agganci giusti, altrimenti è meglio che scriva solo per se stesso, anche i concorsi letterari non servono, a mio avviso, quanti di voi si ricordano chi ha vinto il tal concorso? Nessuno…perché? Perché contano le vendite, se vendi molto sei famoso….un po’ come i vincitori di Sanremo, spesso sono rimasti nel dimenticatoio, mentre Vasco Rossi no! All’interno del tuo forum si parla spesso di vanity press o sistemi Pod. Dalle varie esperienze che sei stato in grado di raccogliere, potresti dare ai nostri lettori qualche suggerimento per capire la differenza tra un proposta accettabile rispetto ai vicoli cechi del settore? GB:La proposta accettabile, per me e per gli abitanti del mio forum, è quella di accettare una pubblicazione GRATUITA oppure, se a pagamento, accertarsi che ci sia il massimo della distribuzione cartacea. Insomma, secondo te è accettabile pagare un contributo per essere pubblicati o è meglio glissare? GB:Come ho detto prima, pagare si può, purchè si paghi a gente seria che abbia una buona rete di distribuzione, altrimenti sono soldi buttati e tante copie del tuo libro messe in casa a marcire. Il tuo forum non si è rivelato solo un luogo di discussione. E’ stato presenta un concorso letterario interno e state anche realizzando un’antologia collettiva… GB:Già sono piccoli esperimenti che stiamo conducendo…il concorso letterario è stato un giochetto per auto-valutarci, poi ci sono state delle beghe su alcune critiche troppo accese….ed è finito maluccio, mentre l’idea di creare l’antologia peer-to-peer sta andando bene. L’idea di basa, non sul lucro, poiché fatta da tanti autori, ma sulla novità di auto-prodursi, grazie a realtà come LULU.COM, ed il fattore novità è dato dai racconti provenienti da internet, scritti da autori col nickname, insomma il mezzo moderno al servizio di un’arte antica. Parliamo di Onphalos, il tuo ultimo libro. La presentazione è molto accattivante, ci puoi raccontare in breve la sua trama? GB:La sinossi completa la trovate presso http://www.nannibassetti.com/romanzo comunque in breve è una storia che inizia con un mistero ai tempi delle crociate per poi evolversi ai nostri giorni in una caccia informatica, una serie di codici da decifrare contro una loggia para-massonica, al fine di trovare il manufatto nascosto dai monaci medievali. Nanni, qui a Me.com siamo rimasti molto colpiti dalla tua abilità di inserire nel tessuto narrativo diversi argomenti che continuano ad essere riproposti dai media odierni. Ci racconti da dove è partita l’ispirazione per la costruzione della storia? GB: L’ispirazione è nata in uno strano modo….inizialmente volevo scrivere un romanzo completamente ambientato su internet, per delocalizzare l’ambientazione, visto che noi italiani, abbiamo il problema dei nomi abbastanza poco accattivanti, pensate un po’ se un capitano di astronave si chiamasse Giampiero Locascio, no comment ! :-D Poi da questo primo seme mi sono convinto ad usare dei nomi italiani, perché comunque il mistero storico, la storia in generale è culturalmente nostra …però il personaggio principale è italo-irlandese ;) è si chiama Sean Barni, bè un tocco di xenofilia ci voleva. Per concludere volevo coinvolgere il popolo degli smanettoni informatici, hacker, ecc. e quelli appassionati dei misteri esoterici. Sappiamo inoltre che ti stai muovendo in modo deciso anche nel marketing del libro. A breve, ad esempio, terrai una presentazione pubblica… GB: Il marketing maggiore l’ho fatto via internet con le mie manine….comunque ho già tenuto una presentazione presso il Cafè Au Livre di Padova, ho avuto una recensione sulla Gazzetta del Mezzogiorno, ed ad Ottobre sarò a Trani (Ba), però onestamente credo poco nelle presentazioni …poco pubblico a fronte di non poche spese….come ho già detto. Ringraziamo Nanni Bassetti per la sua gentile disponibilità. |
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