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David Lognoli - Ricerca Precaria PDF Stampa E-mail
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Marketing editoriale intervista David Lognoli, autore del libro Ricerca Precaria sul sito dell’editore americano Lulu.com

David, benvenuto sul nostro sito!

DL: Grazie! Spero che sia per i vostri lettori una opportunità per conoscere il mio libro e come lo stia promuovendo.

Ci puoi raccontare com’è nato il tuo libro? Da dove arriva l’ispirazione?

DL: Ricerca precaria è nato in mese, un mese e mezzo. La sera, con un vecchio portatile, sul letto. Eravamo in attesa di Totilino, tra i protagonisti del libro, e la mia compagna mi aveva fatto notare che divorando tre libri a settimana presto la libreria di casa sarebbe stata satura. Così è nato; rapidamente. Ben più lunga è stata la gestazione. Il libro racconta infatti la mia esperienza di oltre sette anni di precario nella ricerca italiana. Sette anni visti non solo in chiave autobiografica ma guardandosi intorno mentre appassiva la generazione dei ricercatori anziani e noi giovani eravamo privi di ogni opportunità di crescita e fioritura.

Ricerca precaria è un tentativo, spero riuscito, di narrare le assurdità quotidiane che vivono i giovani ricercatori oggi ed accennare ad alcune delle cause storiche e sociali. Ho scelto un racconto perché un saggio, ve ne sono di ottimi, sarebbe stato rivolto solo agli addetti ai lavori.

David, il tuo libro mette in luce le assurdità di un sistema che sembra essere pieno di buone intenzioni ma deficitario nei fatti. Quali sono le cause di questo fenomeno secondo te?

DL: Nonostante i proclami, gli accordi internazionali, le conclusioni di illustri economisti e l'evidenza storica scienza e ricerca non hanno mai avuto in Italia considerazione e finanziamenti sufficienti. Così un patrimonio di conoscenze ed alto livello culturale è stato pian piano disperso ed ormai siamo prossimi ad un punto di non ritorno. Una causa importante è la cultura del nostro paese in molte delle sue fasi storiche e su tutto sono state nefaste tanto la visione di Giovani Gentile, quanto l'attuale concezione della ricerca come spesa pubblica e dei suoi attori come dipendenti pubblici da tagliare. Ormai, saggiamente, ben pochi intraprendono studi scientifici ed anche nelle materie non scientifiche quasi nessuno sceglie la professione di ricercatore.

Che tipo di risposte stai ricevendo dai lettori del tuo libro? Qual è il feedback che ti viene offerto più frequentemente?

DL: Mi è difficile celare l'orgoglio di ricevere elogi sulla qualità della scrittura, soprattutto da parte di persone che professionalmente si occupano di letteratura ed editoria. Circa la storia coloro che vivono le stesse esperienze nel dirmi che ho fatto proprio bene a scrivere il libro mi fanno presente di aver un po' edulcorato la situazione delle ricerca in Italia, mentre coloro che sono fuori da questo mondo non credono quasi a quel che leggono e mi chiedono se abbia esagerato qualcosa.

Qualche scrittore che ha letto il racconto mi ha pure detto che vi sarebbe stoffa e lingua per strutturare un vero e proprio romanzo degno di esser considerato letteratura e si è lanciato in paragoni così positivi da imbarazzarmi nel raccontarli. Non era certo il mio obiettivo, e non è detto che ne abbia le capacità. Ovviamente sono lusingato. Ecco oggi nella saggistica piacciono molto gli instant book, io ambivo a scrivere una instant story. Per alcuni dei miei lettori sono riuscito perfino in qualcosa di meglio.

Da tutti, ma proprio da tutti, mi è stato detto che è un libro che si legge tutto d'un fiato, insomma che quando proprio si è costretti a lasciarlo chiuso sul comodino nella notte si riapre la mattina al risveglio. Non penso che sia merito solo della storia ma pure dello stile, tanto del periodare quanto dell'uso essenziale della punteggiatura.

L’argomento del libro sembra particolarmente attuale, tanto che hai ricevuto anche una recensione dal giornale “La nazione”, vero?

DL:Sì. Ringrazio “La nazione” e la giornalista che ha scritto la recensione. Avere una recensione per un'opera prima non è così usuale. E' stato un modo per parlare del libro e degli argomenti di cui tratta. Scrivere un libro su di un tema attuale vissuto in prima persona aiuta sicuramente nel trovare spazio ed avere attenzione.

David, come motivi la scelta di pubblicare il libro in forma di Print on demand sul sito di Lulu.com?

DL: Un libro che parla di ricerca, scienza e giovani è ben collocato da un editore che vive a partire da internet come lulu.com. Occorre sobbarcarsi in proprio il lavoro di editing ma non è certo un problema se l'informatica è familiare.

Avrei potuto chiedere, attraverso amici e conoscenti che lavorano nel settore, se qualche editore tradizionale fosse interessato al mio progetto narrativo. Lulu.com offriva maggior rapidità nella pubblicazione e poi il giudizio diretto ed a posteriori dei lettori è una bella esperienza.

Inoltre lulu.com offre il vantaggio di poter procedere alla promozione del libro senza eccessiva fretta. Certo il libro è on demand, ma è pure presente in pronta spedizione sui principali distributori e venditori mondiali. Vi è il vantaggio che il libro rimane disponibile per un lungo periodo di tempo, così la sua promozione può essere diluita nel tempo e conciliata con le altre attività della propria vita.

Puoi raccontare ai nostri lettori quali passi e strategie stai attuando per promuovere il tuo libro?

DL: Da buon scienziato e, credo, contro ogni teoria del marketing la mia strategia promozionale è così reattiva al contesto da sembrare evanescente. A posteriori posso dire di aver proceduto irradiando il libro per cerchi concentrici. Un primo sistema di cerchi è stato ovviamente quello dei parenti, degli amici e del mio territorio; un altro quello dei colleghi di lavoro e del mondo della ricerca; un terzo quello di coloro che, se così si può dire professionalmente, si occupano della ricerca e del lavoro, ossia sindacati e mondo politico. Per ogni sistema mi sono mosso contattando le persone a me più vicine ed interessandole al libro. Dopo averlo letto hanno provveduto a promuoverlo in cerchi più vasti e così via. Credo abbastanza che Ricerca precaria possa camminare un po' con le proprie gambe quand'anche vada ben istradata e di tanto in tanto sorretta. L'efficacia di questa strategia si potrebbe migliorare anche perché via via che la promozione del libro si allontana da me intervenire è un po' più difficile ed i tempi si allungano.

Va da sé che quando questo sistema di cerchi incontra un giornalista o una persona interessata ad organizzare una presentazione occorre saper sfruttare l'occasione. Così è nata la recensione su 'La nazione' e così né è nata un'altra in attesa di trovare il suo spazio per la pubblicazione. Lo stesso vale per le presentazioni. Appena qualcuno si è interessato a costruire una presentazione pubblica del libro mi sono subito mosso per vedere se, con i giusti tempi, potesse divenire realtà. In questo modo ho potuto realizzare alcune presentazioni pubbliche ed altre le ho in progetto. Nelle presentazioni occorre curare assai bene la scelta degli oratori. E' l'occasione per far leggere il libro da persone che poi ne parlano anche in altri contesti e, per così dire, fanno opinione. Nelle fasi iniziali credo che gli oratori valgano perfino più della platea.

Per il momento ho trascurato un po' internet, quasi un controsenso vista la mia scelta per l'editore. Nel libro si racconta di una vita piena di lavoro e di un bimbo in arrivo, ora che è arrivato il tempo è ancor più carente. Comunque presto dedicherò attenzione anche a questa risorsa per la promozione. Tra le opportunità trascurate vi sono anche le biblioteche pubbliche ed anche loro sono nella lista delle cose da fare.

Progetti nel cassetto? Cosa possiamo aspettarci per il futuro?

DL: La mia vita è assai densa, anche grazie al libro – ma non solo – sono sempre più un riferimento tra i ricercatori precari del mio ente, così i progetti futuri si affastellano. E più che nel cassetto stanno tra la mente e l'hard disk.

In vero in lista di attesa vi sarebbe un bel testo, purtroppo in inglese, sull'applicazione della statistica multivariata nell'analisi dei dati della spettroscopia molecolare. Eviterò di presentarlo agli amici ed ai parenti ed agli affezionati lettori di Ricerca precaria.

Credo che i lettori di Ricerca precaria siano più interessati ad altri progetti che di tanto in tanto fanno capolino nella mente e che appena saranno maturi potranno divenire testo concreto. Una fiaba fantascientifica per il piccolo Totila, un racconto intervista a mia nonna come documento della storia orale dell'appennino toscoromagnolo della prima metà del novecento – vi è un accenno in Ricerca precaria. Oppure un viaggio, dal punto di vista delle culture, dell'immaginario e delle forze economiche, nelle cause del terrorismo italiano e, se così si può dire, nel fallimento dei propositi scritti nella Costituzione. Ma pure un racconto-manuale su come trovare una au-pair in internet e trovarsi bene o una guida enogastronomica al meraviglioso Chianti dove vivo. Insomma di brace che cova sotto la cenere non ve n'è poca e chissà quale sarà il primo dei tizzoni che farà fiamma.

Certo alcuni dei complimenti e delle critiche a Ricerca precaria mi tenterebbero a riprendere quel materiale ed a trasformarlo davvero in un romanzo letterario. Credo però che tanto la lingua quanto le emozioni debbono maturare e sedimentare ancora per un po'. Certo che se arrivasse un interessamento o una proposta...

Marketingeditoriale.com ringrazia David Lognoli per la sua cortese disponibilità.




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