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Daniele Ficco - Editor Sinema Editore | Daniele Ficco - Editor Sinema Editore |
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Marketingeditoriale.com intervista Daniele Ficco, editore ed autore sotto lo pseudonimo di Jack While, protagonista di un’interessante campagna di marketing virale in ambito editoriale. ME: Daniele, ti diamo il benvenuto sul nostro sito! DF: Vi ringrazio. Il vostro è un sito che ho sempre visitato con grande interesse per l’approccio innovativo nei confronti dell’editoria. Diciamo che condivo la vostra mentalità. E mi fermo qui perché non ho portato con me il violino…che tra l’altro non sarei in grado di suonare. ME: Ci puoi raccontare, per iniziare, qualcosa su di te? Di cosa ti occupi principalmente nella vita? Qual è il tuo background? DF: Ci vorrebbe un libro per spiegare di cosa mi occupo nella vita, e dovrebbe essere continuamente aggiornato; per questo motivo credo che sarà l’unico libro che non scriverò. Sono un imprenditore e mi occupo di comunicazione. Oltre ad una laurea conseguita presso il Politecnico di Milano in Ingegneria, la mia formazione arriva dalla musica e dal cinema. Ho una qualifica di compositore in musica e sono uno sceneggiatore. Ho recentemente fondato una casa editrice: la Sinema Editore che, come si può notare dal sito istituzionale, ha come tema grafico il cinema. La mia formazione culturale deriva dallo studio delle sceneggiature del cinema americano. La “nuova Hollywood” degli anni ‘70 è il mio filone di riferimento. Syd Field il mio insegnante di scrittura cinematografica. Sono quindi un editore, ma anche uno scrittore. Anzi diciamo che sono diventato editore per la mia esigenza di essere uno scrittore. ME: Ed a proposito dei libri pubblicati, ci puoi dare qualche notizia? Qual è il genere ed il filo rosso che li lega? DF:La casa editrice si è appena lanciata nel lancio della collana Jack While. E’ uno pseudonimo che uso quando scrivo. Tuttavia dietro a Jack While si potrebbe celare qualche altra mano. Ma voglio volutamente lasciare un velo di mistero attorno a questo punto. Un motivo ci sarà. Detto questo, la collana Jack While ha la peculiarità di essere formata da libri di narrativa scritti con una prosa particolare. Sono libri di circa sessanta pagine che raccontano la stessa storia di un romanzo. Solo che, grazie allo stile, possono essere letti in poco più che mezz’ora. Hanno un filo conduttore ma lascio scoprire al lettore quale possa essere. Anche qui c’è un motivo per cui non entro nello specifico. Posso dire che sono legati strettamente l’uno con l’altro. Per ora ne sono stati pubblicati solo 3 ma ce ne sono altri già pronti. Attendono con occhio vispo. ME: Per quale motivo hai deciso di fondare una casa editrice? Cosa ti ha portato a proporre i tuoi lavori on line? DF: Ho fondato una casa editrice perché come ho detto era il modo più semplice, almeno per me, per fare lo scrittore a tempo pieno o quasi. Poi è una sfida interessante. La vendita dei libri segue due strade. Quella off line e quella on line. Fuori dalla rete è durissima, ci sono delle barriere che non condivido nella distribuzione e nel riuscire ad arrivare nella grande libreria. Fortunatamente qualche persona che apre una libreria con l’amore per la lettura e uno spirito intraprendente c’è. Ed è in questi contesti e con queste persone che noi ci riusciamo a rapportare. Tuttavia le difficoltà che si incontrano nella classica filiera editoriale dove si disperdono energie, sforzi, soldi ed entusiasmo portano a cercare strade alternative. Ed ecco che arriva l’editoria on line. Una strada non facile ma che almeno concede opportunità all’entusiasmo e alla creatività. Ho letto qualche libro in proposito. Forse voi ne sapete qualcosa. ME: Daniele, in Me.com siamo rimasti davvero colpiti dall’iniziativa di marketing virale che hai intrapreso per promuovere i tuoi lavori. Potresti raccontare ai nostri lettori di cosa si tratta esattamente? DF: L’idea è questa: Se il distributore mi desse retta probabilmente dovrei dargli almeno 2 euro sui 9 di copertina per piazzarmi un singolo libro in una libreria. Oppure se mi occupassi direttamente della distribuzione li dovrei dare al negoziante. Allora perché non darli a chi me li vende questi libri i 2 euro? Se una persona che conosco indica a 30 persone il mio negozio on line Sinema Editore e dieci di queste acquistano il mio libro cosa succede? Il mio “segnalatore” si prende 2 euro per ogni persona che ha acquistato il prodotto. Ovviamente dovrà fornirmi una lista dei 30 nomi o delle 30 mail a cui ha veicolato il messaggio, affinché io possa fare un controllo incrociato. In più si guadagnerà uno spazio pubblicitario sul sito dell’iniziativa: www.guadagna2euro.com . Il motto è VI PAGHIAMO PER FARVI PUBBLICITA’: hanno un doppio guadagno per un passaparola. Ed essendo i libri di ottima qualità facciamo in modo che la credibilità del nostro “veicolatore” venga mantenuta alta o in alcuni casi migliorata. Me: L’idea di www.guadagna2euro.com sembra davvero geniale. Dove hai trovato ispirazione per realizzarla? DF: L’idea di per sé nasce proprio da un mio credo: “ogni problema presenta un regalo nelle sue mani”. Diciamo che leggendo articoli e libri sul viral marketing mi sono predisposto mentalmente nella maniera giusta. Nasce da una provocazione: pagare una qualsiasi persona come un distributore. Fornendogli un doppio guadagno. Economico e pubblicitario. ME: Quando hai capito che la cosa stava funzionando? Che genere di feedback hai ricevuto dai tuoi lettori? DF: I libri sono apprezzati. La campagna si è messa al servizio dei libri. Potevo dire: compra il libro di Jack While che è un ottima lettura. Ma chiunque potrebbe dirlo soprattutto chi lo ha scritto. Il miglior feedback che si possa avere è l’acquisto del libro successivo. E’ cosi che ho visto che la cosa funzionava. ME: Sembra che il caso che ci hai illustrato abbia delle implicazioni interessanti anche nell’ambito del crisis management… DF: Vi racconto cosa è successo: La persona incaricata di spedire il file definitivo alla tipografia si è sbagliata. Ha inviato il file che non era ancora stato ricontrollato. In poche parole è come se non fosse stata completata la procedura di correzione bozze. E la stampa era già cominciata. Potevo permettermi di buttare via i soldi della prima tiratura? Si. Potevo farlo. Ma poi ho pensato al mio motto che se c’è un problema tante volte porta con se un regalo. Allora ho detto: se lascio gli errori, in gergo refusi, i lettori si lamenteranno. Ma quei refusi io li lascio di proposito e faccio una specie di: trova le differenze. Ovviamente il lettore non ne era a conoscenza all’inizio della lettura. Veniva informato solo dopo l’eventuale lamentela. Qui l’idea: un altro premio. Anche il lettore ci può guadagnare. Per ogni errore che avesse trovato nel libro avrebbe avuto diritto anche lui ad uno spazio pubblicitario sul sito di guadagna2euro. Se notate bene in alto a destra c’è una scritta, un link: link refusi. Da lì si apre una pagina che segnala gli errori trovati nei libri già scoperti e non più “virali”: disinnescati diciamo. Si tratta di errori di battitura non certo di verbi o costruzione di frasi. Sono degli accenti che mancano…cose del genere. Ovviamente la cosa viene eliminata con le successive tirature. E spariranno i refusi. Ma qualcuno rimarrà, come accade in tutti i migliori libri. Questa volta non sarà volontario, ma rimarrà il premio. Ho raccontato questo caso di crisis management non solo come prevenzione del fenomeno di passaparola negativo ma addirittura come creazione di un meccanismo di innesto di una sorta di lamentela da parte dei lettori. I lettori erano persone facilmente contattabili e ho potuto constatare che comunque questi refusi erano passati in secondo piano nella coinvolgente, a detta ormai di centinaia di persone, dei libri di Jack While. Quelli dei refusi è una campagna ovviamente irripetibile. Inoltre chi trova il refuso visita il sito che incrementa le sue visite, fondamentale per un sito inserzionistico. Come ultima cosa c’è da dire che per chi è interessato ad avere un libro perfetto è disponibile una copia corretta che potrà richiedere gratuitamente. Non è mai successo perché probabilmente l’originalità è stata premiata ed un accento in meno non cambia il tono della lettura. ME: Per concludere, potresti offrire un tuo consiglio ai nostri lettori che hanno appena pubblicato la propria opera on line? DF: Diciamo che non si può insegnare a farsi venire una buona idea. Insegnare è una parola grossa e consigliare è solo una forma di insegnamento travestita di modestia. Tuttavia con umiltà posso dire che se qualcuno non ci invita ad una festa noi non dobbiamo desiderare di andarci. Ma nessuno ci potrà impedire di organizzare la nostra festa. Magari più bella della loro. Fate giare la voce. Le bottiglie stanno per essere stappate. Marketing editoriale ringrazia Daniele Ficco per la sua gentile disponibilità. |
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