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| Ora le news diventano gratis |
C’è aria di cambiamento nel marketing editoriale, ed è uno di quelli che potrebbe avere un grosso seguito in tutto il mondo. Di cosa stiamo parlando? Della recente trasformazione degli archivi del New York Times, che ha trasformato i propri contenuti a pagamento in free, ovvero gratuiti per tutti i visitatori.Non è poco se pensate che il NYT è tra i primi siti al mondo per numero d’iscritti e visite ricevute. Ed allora, cosa sta succedendo? Per i fedeli lettori di marketingeditoriale.com nulla di nuovo, si tratta solo del proseguire di quel grande trend che vedrà entro pochi anni la completa digitalizzazione dei contenuti editoriali. Infatti, se da un lato la notizia è rimbalzata facendo il giro del mondo, dall’altro sono in pochi ad averla associata con un’altra grande news del mondo editoriale. Si tratta del famoso programma pubblicitario di Google Adsense, che ha reso disponibile agli editori di contenuti mobili (leggi cellulari e smartphone) degli specifici strumenti su misura. Parliamo di un vero e proprio cambiamento di paradigma, che sta uniformando le sempre più evolute novità della tecnologia con un fruitore “always on”. Chi comprerà più il giornale al mattino se potrà leggere comodamente sul proprio iPhone o Nokia tutte le notizie aggiornate in real time? E’ da notare ad esempio che entro breve tutta la metropolitana di New York sarà completamente coperta dal segnale telefonico mobile, e mentre i treni presentano già la possibilità di connessioni wireless, per fine l’anno la compagnia aeromobile Virgin offrirà a tutti i propri clienti l’accesso Wi-fi in volo. Si apre così, in contemporanea, anche una grande democratizzazione del marketing editoriale, perché passando dalla carta al web gli inserzionisti potranno decidere di pubblicare i propri annunci in modo contestuale. E naturalmente il vantaggio non mancherà nemmeno per gli utenti – fruitori, che potranno usufruire di news sempre aggiornate ed in modo completamente gratuito. Non è ancora abbastanza? E’ di queste ore la notizia che Rupert Murdoch sia propenso a trasformare l’edizione on line del Wall Street Journal dal modello a pagamento al modello gratuito. Secondo Murdoch la distribuzione gratuita potrebbe far aumentare il numero dei lettori e le entrate a livello globale. Un altro duro colpo a chi ancora pensa che se distribuisci le notizie gratis rovini il giornale. Non è poco considerando che il WSJ è l’unico esempio di giornale a pagamento che negli ultimi anni sia riuscito a sopravvivere alla grande ondata di notizie e news fornite dal basso dal mondo dei blog e dei piccoli siti di news online. Infine un caso emblematico e non di meno interesse è quello del canale televisivo americano NBC. Dopo il litigio con casa Apple, che offriva in precedenza i contenuti delle sit-com a pagamento tramite la propria piattaforma iTunes, è arrivato il colpo di scena. Il canale permetterà la visione ed il download in modo completamente gratuito attraverso il web, restando a disposizione dei fruitori per un’intera settimana. Un’ulteriore dimostrazione del fatto che i servizi a pagamento si stanno rivelando meno redditizzi dei contenuti gratuiti, con tanto di benservito a Steve Jobs che ha perso un editor di contenuti e si è trovato un nuovo competitor. La mia sensazione? E’ che tutto questo sia solo l’inizio. Per saperne di più non dovete far altro che restare collegati! Tag: New York Times, Wall Street Journal, editoria on line, inserzionisti, pubblicità on line, advertising, iPhone, Nokia, Rupert Murdoch, Apple, Nbc, iTunes, marketing editoriale, strategia editoriale, digitalizzazione dei contenuti.
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