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Il CSC, il Centro Ebraico Italiano e il Comune di Roma per la Giornata della Memoria
Il Centro Sperimentale di Cinematografia - in collaborazione con il Centro ebraico Italiano "Il Pitigliani" e il Comune di Roma - Assessorato alla Cultura - promuove, per il 27 gennaio, Giornata della Memoria 2009, la proiezione del film di Carlo Lizzani L'oro di Roma (1961).
 
L'evento - che si svolge presso la sala grande del Nuovo Cinema Aquila, nello storico quartiere del Pigneto, a Roma, a partire delle ore 18.30 - prevede anche gli interventi di: On. Umberto Croppi, Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Marcello Foti, Direttore generale del Centro Sperimentale, Sergio Toffetti, Conservatore della Cineteca Nazionale, Emilio Gentile, docente di Storia Contemporanea presso l'Università di Roma "La Sapienza", ed Ariela Piattelli, Direttore artistico del Pitigliani Kolno'a Festival, festival promosso dal Centro Ebraico Italiano "Il Pitigliani".

Il cinema di Carlo Lizzani, partito da un'eredità neorealista e di lì a oggi sostenuto, tra l'altro, da un'attitudine alla ricostruzione e alla narrazione della Storia, ha toccato i momenti cruciali della storia italiana, da Achtung! Banditi! http://it.wikipedia.org/wiki/Achtung!_Banditi! (1951 http://it.wikipedia.org/wiki/1951), sulla lotta partigiana, o Il processo di Verona http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Il_processo_di_Verona&action=edit&redlink=1  (1963 http://it.wikipedia.org/wiki/1963), ricostruzione del processo ai membri dei membri del Gran Consiglio del Fascismo http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Consiglio_del_Fascismo, fino a Mussolini ultimo atto http://it.wikipedia.org/wiki/Mussolini_ultimo_atto (1974 http://it.wikipedia.org/wiki/1974 ) o Celluloide (1996), in cui il clima del 1945 rivive attraverso la ricostruzione della lavorazione di Roma città aperta di Rossellini. Nel 1961, in un momento forse di riflusso dei dolori della guerra e della loro sostituzione con gli agi promessi dal boom economico, con L'oro di Roma - interpretato da Anna Maria Ferrero, Jean Sorel, Gérard Blain, Paola Borboni - Lizzani ferma la sua attenzione sulle feroci persecuzioni razziali subite dagli ebrei.

Il film racconta la storia, avvenuta nel 1943, della richiesta alla comunità ebraica romana, da parte del maggiore delle SS Kappler, di cinquanta chili d'oro, prezzo stabilito per evitare la deportazione di duecento ostaggi.

Nonostante la raccolta e la consegna dell'oro, i popolani del ghetto saranno deportati. Lizzani ritrae magistralmente la natura inerme del popolo, spesso troppo incredulo di fronte all'orrore per riuscire reagire. L'unico ribelle del ghetto è il giovane calzolaio Davide, che predica la lotta armata contro i tedeschi; ma anche lui, quando si trova faccia a faccia con il nemico, non può non fare i conti con la sua educazione e con il suo mondo: la sua esitazione prima e la sua crisi dopo sono in questo senso una delle pagine più indicative di quest'opera. Come altri grandi film italiani - pensiamo naturalmente a Roma città aperta di Rossellini, a Kapò di Pontecorvo o ad Andremo in città di Nelo Risi, L'oro di Roma si pone come baluardo della memoria, luogo in cui la Storia - come in molti lavori di Carlo Lizzani - filtra, con semplicità, attraverso il percorso di alcuni, umanissimi, personaggi esemplari.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Nuovo Cinema Aquila. Sala grande

via L'Aquila 66-74 (Pigneto), Roma - tel.: 06 70614390 email:
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