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La gloria dei Bastardi senza Gloria di Raffaella Gentile
bastardi senza gloriaFaccio fatica ad associare Quentin Tarantino ad un praticone, ad un autodidatta. Nessuna scuola di Cinema. Università alcuna. Solo un marea di ore trascorse a guardare film nella videoteca in cui lavorava ai tempi giovanili. E una passione sfegatata per i B-Movie e per gli “Spaghetti-western”.

Il risultato? Quentin riesce a realizzare il suo sogno di riesumare Sergio Leone dalla tomba con i suoi film di genere e in particolare con il suo ultimo lavoro, “Inglorious Bastards”, titolo che contempla l' omaggio, come Tarantino stesso dichiara, ad Enzo Castellari e al suo “Quel maledetto treno blindato”(1977) a sua volta concepito sulla scia del film “Quella sporca dozzina” (1967) diretto da Aldrich.

La morale?Che i geni non hanno bisogno della semantica e della sintassi della teoria.


E ogni inquadratura di Tarantino è il trionfo dell'estetica, un segno della manifestazione dell'arte.
Che tutti i suoi film siano permeati di citazioni poco inficia l'amore dei suoi fans che lo adorano specialmente per i suoi marchi di fabbrica: le inquadrature dal basso, la crudezza e la violenza, I dialoghi deliranti, e la sua ossessione per I piedi che non manca di esternarsi in “Bastardi senza gloria” in una scena tipicamente “plantare”e “tarantiniana”.

In una Francia occupata dai nazisti, un ristretto esercito di soldati ebrei, capitanati dal tenente Aldo Raine (Brad Pitt) muove le sue mosse con coltelli, mazze e fucili contro I Tedeschi, stanati dai Bastardi appunto, che li ammazzano infliggendo loro le peggiori torture (marchi a forma di svastica sulla carne viva, scalpi asportati, pistole puntate ai testicoli). Missione finale è uccidere Hitler e I leader del Terzo Reich, in un Cinema che li avrebbe visti riuniti per la visione di un film sull'”Orgoglio della Nazione tedesca”. Missione, quella dei bastardi, che si muove parallela alla vendetta personale di Shosanna Dreyfus (Melanie Laurent) proprietaria di quel cinema, un'ebrea scampata anni prima allo sterminio della sua famiglia, per mano del Colonello Hans Landa (un magistrale Christoph Waltz), denominato “cacciatore di ebrei”.

Nella prima scena del film è racchiuso tutto il senso dell'olocausto, che Tarantino riscrive sognando una vendetta degna per mano delle vittime della scellerata psicosi nazista, I cui fautori riescono ad essere gli unici bastardi senza gloria, a dispetto del titolo del film.

Ironia e tensione si alternano vicendevolmente, pur lasciando scoperti alcuni nodi statici della sceneggiatura, che tuttavia risponde straordianariamente alle aspettative degli spettatori.
 
Assolutamente da vedere.
 
A cura di Raffaella Gentile
Per cortese concessione di Raffaella Gentile. Il seguente articolo è di proprietà dell'autrice e non può essere riprodotto senza il suo esplicito consenso. 

 
 

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