Zur Navigation  Zum Inhalt
Home Cinema Baciami ancora (o ancora veramente) di Raffaella Gentile
Marketing Culturale © Tutti i diritti riservati

Baciami ancora (o ancora veramente) di Raffaella Gentile
Baciamo ancoraIl Fabio Volo del Cinema torna a stupire i suoi fans, dieci anni dopo, con il sequel del tanto amato “L'Ultimo Bacio”. “Baciami ancora” è  difatti l'ultimo lavoro del cineasta romano Gabriele Muccino, uscito nelle sale con più di 600 copie e con alcune variazioni del cast.
 
Il paragone con Volo sorge sulla inequivocabile similitudine nella concezione della nevrosi come collante della nostra società, nell'analisi pedissequa delle dinamiche derivanti, nell'empatia suscitata nel pubblico (evidentemente toccato nei suoi punti deboli) e nell'antipatia sortita nella critica.

Giovanna Mezzogiorno che ha rifiutato la parte, è stata soppiantata da Vittoria Puccini,  magistrale interprete di Giulia, ex moglie di Carlo (Stefano Accorsi), il quale, ancora una volta, costituisce la voce narrante che conduce lo spettatore nei sentieri del film e nelle vite dei personaggi.
 
I trentenni de “L'ultimo bacio”, tornano con gli “anta” sulla scena, ammorbati da conflitti irrisolti, e dai nuovi problemi  che questa età sembra contemplare: la solitudine di Carlo che vive nel ricordo della ex moglie, impedendosi di lasciarsi andare in altro rapporto stabile; Marco (Pierfrancesco Favino) si ritrova, ad un certo punto, a prendere atto del suo bigottismo patinato che spinge la moglie, Veronica (Daniela Piazza)  nella braccia di un altro; Livia (Sabrina Impacciatore) ha cresciuto il proprio figlio da sola dopo la partenza di Adriano (Giorgio Pasotti), non riuscendo a fare un minimo di autocritica neppure  dieci anni dopo, quando il marito torna a bussare alla sua porta per conoscere il piccolo Matteo; Paolo (Claudio Santamaria) che, irrimediabilmente attanagliato dai sensi di colpa e dalla depressione cronica,  non riuscirà a sconfiggere la disperazione interna nemmeno con l'amore; e poi Alberto, che continua a perseverare nella ricerca del piacere effimero e della sua indipendenza affettiva.

Questi quarantenni, sembrano incarnare l'affresco dell'infelicità sotterranea della nostra generazione. Muccino col suo film propone una soluzione in proposito: coltivare le cose semplici, accontentarsi di prendere le cose che la vita ci regala anche se non sono esattamente come le vogliamo. Ma che succederà quando l'inquietudine, la voglia di sperimentare, l'urgenza della ricerca  della felicità irromperà di nuovo nelle vite dei tanti Carlo, Giulia, Veronica?  Sarà sufficiente il “già dato” a tenere fermi gli animi? Basterà tenersi stretta la possibilità di vivere quel che non si era vissuto per restare ancorati alle radici? Chissà se Muccino proporrà un terzo sequel che risponda in maniera  più esaustiva all'evoluzione dei personaggi, che in “Baciami ancora” è confluita in un gigantesco polpettone.
 
Nonostante il film sia tecnicamente perfetto, i 139 minuti di pellicola sembrano non essere bilanciati appieno sul piano dell'ironia e della drammaticità, sebbene invochino alla loro visione: infondo sarebbe come guardarsi allo specchio per alcuni, e un invito a riflettere per altri, su quanto si baci e si curi ancora veramente il rapporto con le cose e le persone, sfidando il tempo che intristisce e atrofizza ogni relazione.

A cura di Raffaella Gentile
Per cortese concessione di Raffaella Gentile. Il seguente articolo è di proprietà dell'autrice e non può essere riprodotto senza il suo esplicito consenso. 





 

Acquista Online su IlGiardinodeiLibri.it

top of page
© Tutti i diritti riservati